Guardami

Gianna M. Veronesi EquiMomenti

Guardami, perché anche io ti guardo.

E quando dico che ti guardo, non ti intendo solo la semplice azione di rivolgerti lo sguardo.

Io ti guardo e ti vedo. Vedo chi sei, vedo quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti nei miei confronti, cerco di capire cosa vuoi dirmi e cerco di risponderti.

E per fare tutto questo ti devo guardare, guardare davvero.

Non basta dare un'occhiata di qualche secondo per fare una valutazione.

Io passo minuti e minuti a osservarti. Hai mosso la mano destra, stai facendo un gesto strano, cosa significa?

Hai voltato la testa a sinistra, cosa stai guardando? Hai fatto un passo indietro e poi un passo avanti, hai girato di nuovo la testa, ti sei spostato ancora di qualche passo, questa volta di lato, e ora sei fermo.

Per un attimo, si intende, perché poi ricominci a muoverti e io continuo a guardarti. Perché continuo a volerti capire.

Perché sei stato tu il primo a farmi capire che possiamo comunicare.

Alla fine rivolgi a me lo sguardo.

Ti fermi un attimo e mi vieni incontro.

Non ho capito cosa ti è successo prima, se volevi dirmi qualcosa oppure no, o cosa stessi facendo.

Ora mi porgi la mano. Appoggio il mio naso.

Respiro. E ti guardo.

Forse ti sei reso conto che non ho capito e stai cercando di rimediare.

Perché adesso anche tu mi guardi.

E adesso anche tu mi vedi.

Nella foto: Ares del branco HorseManKind