Il grido silente del cavallo

Sergio Albertin EquiMomenti

Fin da piccolo decidi per la mia futura esistenza.
Ancora non ho le ossa pronte che già tu mi sali in cima e decidi per me.
Mi percuoti quando non comprendo, oppure laddove vorrei semplicemente vivere a modo mio.
Agisci sulla mia bocca in modo dissennato e mi spacchi bocca e lingua che il solo mangiare mi crea sofferenza.
Colpisci i miei fianchi per farmi saltare ostacoli di cui non ne comprendo l’essenza.
Mi rinchiudi in spazi angusti e mi privi di quei movimenti che i muscoli mi comandano di fare.
Appari di tanto in tanto, mi prendi e poi mi obblighi a fare cose che non intendo.
Ed altro ancora, che il solo elencarle tutte, queste brutture, mi ci vorrebbe un’intera vita.

Io grido. Urlo!
E mi domando:
cos’è per te il mio silente grido di dolore?
Nulla.
Perché tu non lo senti.
Sei abituato solo ad ascoltare suoni forti e distinti.
Ma anche questi tu interpreti a piacere e come ne comanda la tua necessità.
Il silenzio per te è assenza.
Eppure le mie mancanti note acute scuotono il creato e la natura che sa ascoltare.

Uomo, se davvero vuoi accostarti a me come amico.
Se davvero ritieni che insieme, alla pari, possiamo partecipare al progetto della vita.
Allora ti dico:
ascolta il silenzio della mia voce.
Odi il mio corpo.
Percepisci le mie emozioni.
Capta il mio sguardo che tanto narra a chi è in grado di penetrarlo in profondità.
Torna ad esser quell’animale che si cela in te.
Perdi un po’ della tua tanta decantata umanità.
Unisciti nuovamente alla natura senza la pretesa di comandarla.
Adopera quell’anima, che dici che ti rende diverso da noi animali, per non sentirti superiore, poiché, sappi, che noi non ci riteniamo diversi da te, giacché tutti proveniamo da un unico concetto di pensiero divino e creativo.

Ascolta il silenzio.
Guarda il buio.

Sentirai suoni.
Vedrai la luce.

Informazioni sull'autore
Sergio Albertin

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Presidente e fondatore della filosofia HorseManKind (per maggiori informazioni cliccami)

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