Il branco HorseManKind.

La filosofia applicata

La filosofia applicata in fase di costituzione del nostro branco.

Il branco HorseManKind ha un percorso di costituzione che lo rende non comune.
La caratteristica principale è che la maggior parte degli elementi (sei su otto) sono cavalli del Delta provenienti da un allevamento dov’erano tenuti allo stato semibrado, per cui con dinamiche sociali molto vicine a quelle naturali.
Ciò era perfettamente in linea con le nostre intenzioni che prevedevano di adottare un branco con queste caratteristiche per avere dei soggetti mai domati, mai addestrati e mai condizionati, per evidenziare come può rimanere inalterata la loro naturalità e la loro spontaneità pur avendo un rapporto di collaborazione con l’uomo.

Il branco ancora allo stato semibrado.

Il branco ancora allo stato semibrado.

I cavalli appena riuniti in un paddock provvisorio…

I cavalli appena riuniti in un paddock provvisorio…

Cavalli alla mangiatoia

… in fase di determinazione dei ruoli nel nuovo branco.

L'entrata nel Parco HorseManKind.

L’entrata nel Parco HorseManKind.

La filosofia applicata alla scelta degli elementi del branco.

La scelta degli elementi del branco non è stata dettata da criteri antropocentrici (bellezza, costituzione fisica, sesso, ecc.) ma umani e cavalli si sono scelti tra loro con criteri naturali suggeriti da Albertin.
Massima attenzione è stata data ai segnali di accettazione dei cavalli tra di loro, in modo da non inserire elementi in disarmonia con il branco in costituzione.
Una volta formato il branco abbiamo notato che presentava elementi di ogni sesso e personalità, tra cui una fattrice con la sua puledrina, comprendendo sia caratteri molto dominanti sia caratteri sottomessi. Un bellissimo gruppo eterogeneo!

La filosofia applicata all’inserimento di due “estranei” nel branco.

Dopo circa due mesi, quando ormai il branco si era armonizzato e ben integrato nel nuovo habitat, si è ritenuto possibile inserire eccezionalmente altri cavalli: due Avelignesi appartenenti da tempo a due persone dello staff.
I due cavalli avevano avuto una lunga storia di maltrattamenti fisici e psicologici alle spalle prima di appartenere a queste persone ed inoltre erano stati addestrati fino a quel momento con il condizionamento operante: questo avrebbe potuto influire negativamente sul loro inserimento viste le evidentissime differenze di atteggiamento rispetto ai cavalli del Delta.
Sapevamo comunque che il tipo di relazione che avevamo iniziato a instaurare con i Delta, e il bel rapporto esistente da anni tra gli Avelignesi e le loro proprietarie, avrebbero influito positivamente nell’inserimento, perché noi stessi avremmo potuto fare da mediatori.
Una volta inseriti nel gruppo è stato interessantissimo notare le dinamiche di integrazione adottate dai nuovi arrivati, la ricerca della socialità e dell’appartenenza, il rispetto dello spazio prossemico appartenente ai Delta, ma anche la richiesta di rispetto per sé. I membri dello staff HMK sono rimasti stupiti ed affascinati nello scoprire che le dinamiche di avvicinamento ed integrazione erano assolutamente equiparabili a quelle che Albertin aveva loro suggerito di utilizzare nel momento del contatto iniziale con il branco dei Delta.
La relazione già instaurata tra umani e cavalli, basata sui principi HorseManKind, è stata fondamentale per accelerare i tempi di inserimento degli Avelignesi: abbiamo bloccato l’impetuosità iniziale dei Delta verso i nuovi “usurpatori di territorio”  fungendo da mediatori di relazione  e abbiamo favorito il loro scoprirsi ed annusarsi reciproco frapponendo una nostra mano (ossia quella di un essere che godeva della fiducia di entrambi) tra i due nasi indagatori, fungendo da mediatori di contatto.

Ad oggi permangono delle differenze tra i Delta e gli Avelignesi, dovute alle diverse esperienze vissute, ma il branco è perfettamente armonizzato, tanto è vero che spesso ritroviamo tutti i cavalli insieme dentro la loro capannina: otto cavalli in 20 metri quadrati!

L’ingresso nel Parco degli Avelignesi accompagnati dalle loro compagne umane e da Albertin.

L’ingresso nel Parco degli Avelignesi accompagnati dalle loro compagne umane e da Albertin.

I Delta in osservazione dei nuovi arrivati in compagnia dei loro partner umani che li tranquillizzano.

I Delta in osservazione dei nuovi arrivati in compagnia dei loro partner umani che li tranquillizzano.

Gli umani fungono da mediatori di relazione tra Delta e Avelignesi.

Gli umani fungono da mediatori di relazione tra Delta e Avelignesi.

Delta e Avelignesi si accettano a vicenda e si avviano insieme.

Delta e Avelignesi si accettano a vicenda e si avviano insieme.

La filosofia applicata alle dinamiche del branco.
— La libertà di espressione.

Per noi è fondamentale rispettare la libertà di espressione di ciascun cavallo e le relazioni esistenti tra i membri del branco; questo per preservare la loro naturalità e spontaneità.
Il nostro approccio comprende il rispetto di ciò che normalmente viene definito “ruolo”, che per noi è in realtà l’espressione del carattere soggettivo di ogni cavallo, che nel momento della sua manifestazione diventa sociale, ovvero accettato dal resto del branco.
Se noi uniformassimo il nostro comportamento pretendendo dai cavalli ubbidienza incondizionata e la medesima risposta comportamentale senza tenere in considerazione la personalità di ciascuno, si creerebbe una situazione “artificiale” di livellamento che andrebbe ad influire negativamente sulle dinamiche di branco, spogliando ogni cavallo del “ruolo” naturale che esprime al suo interno. In nostra assenza, i cavalli dovrebbero ricalibrare ogni volta l’espressione delle loro attitudini, e a lungo andare il branco non sarebbe più tale, ma solo “un gruppo di cavalli residenti nello stesso luogo”, con dinamiche distorte che, seppur simili a quelle naturali a una prima occhiata, in realtà nasconderebbero stati di insicurezza o di stress che potrebbero addirittura sfociare, in casi estremi, in comportamenti di asocialità o aggressività, denunciati dalla presenza di ferite dovute ad un inasprimento dei loro “contatti”.
Generalmente la loro libertà non diventa mai lesiva nei nostri confronti, grazie alla relazione creata in base alla nostra filosofia che produce un rispetto spontaneo; tuttavia, talvolta la loro esuberanza può risultare eccessiva per la nostra fisicità: in tal caso subentra ciò che noi definiamo “formazione socio-cognitiva”, ovvero, in questo caso, l’esternare il nostro disappunto tramite la modifica del nostro stato d’animo e una manifestazione di segnali cinesici adeguati.


Anche in natura le ferite possono essere importanti, ma per ragioni diverse, difatti allo stato brado entrano in gioco le dinamiche sessuali e della sopravvivenza. Nel nostro branco non esistono stalloni e il cibo e l’acqua non rappresentano una fonte di rivalità, in quanto i cavalli sono stabilmente al pascolo oltre ad avere a disposizione fieno e acqua in abbondanza.
Per questo riteniamo che le ferite significative che i cavalli si producono tra loro in cattività possano essere considerate sintomo di un problema psico-emotivo, al contrario di quelle rilevate in natura.

I cavalli, dopo una bella galoppata, vanno a bere tutti insieme all’abbeveratoio. E’ fantastico osservare le loro dinamiche durante la bevuta, come il modo di gestire “i turni” e i segnali. Ciò che ci piace molto è osservare che, nonostante l’abbeveratoio permetta di bere solo a un cavallo per volta, non si vedono mai veri atteggiamenti aggressivi, ma solo semplici segnali: “spostati, tocca a me!”

Il branco attorno alla mangiatoia: nessuna lotta per il cibo, anzi, qualcuno è tranquillamente appisolato. Una perfetta armonia!

Il branco attorno alla mangiatoia: nessuna lotta per il cibo, anzi, qualcuno è tranquillamente appisolato. Una perfetta armonia!

— L’evoluzione della personalità del branco.

Il branco presenta una sua personalità, data dall’insieme delle personalità di ogni singolo cavallo, e occorre essere consapevoli che questa varia se introduciamo l’elemento umano.
L’interazione con l’umano è quindi fonte di cambiamento, ed il nostro impegno è fare in modo che questo cambiamento sia a loro solo favorevole, stimolandone la crescita cognitiva e sollecitando la reciprocità, la condivisione, l’empatia e la comunicazione sia tra loro che interspecie.
Ciò ha reso i rapporti tra i cavalli molto sereni ed equilibrati, poiché si esprimono liberamente nel gioco e nelle loro dinamiche comunicative senza rivalità e qualsiasi espressione di aggressività.
L’evoluzione del branco non è però a senso unico: anche per gli umani l’interazione con il cavallo è fonte di cambiamento e crescita.

— Il rispetto delle caratteristiche specie-specifiche: l’esigenza della socialità.

Ogni attimo vissuto con loro, che si tratti di relazione, gioco o formazione è fatto sempre con tutto il branco, senza mai isolare degli elementi, rispettando i caratteri e i tempi di ciascuno. Il concetto di condivisione è molto presente in queste situazioni, difatti ognuno si vive il proprio momento nella considerazione di essere circondato dai propri simili che si stanno vivendo la stessa esperienza. Anche se talora può essere necessario impegnare un solo cavallo alla volta, egli è sempre circondato da tutto il resto del branco in libertà.
Persino le passeggiate vengono fatte con tutto il branco: addirittura se manca il partner umano di riferimento il cavallo esce lo stesso, libero di seguire gli altri.

Rispetto dei tempi: tutti insieme in attesa che si svegli la puledrina per iniziare la sessione.

Rispetto dei tempi: tutti insieme in attesa che si svegli la puledrina per iniziare la sessione.

Condivisione delle esperienze con tutto il branco: sessione con tutti i cavalli.

Condivisione delle esperienze con tutto il branco: sessione con tutti i cavalli.

Condivisione delle esperienze: l'impegno di un solo cavallo con la presenza del resto del branco in libertà.

Condivisione delle esperienze: l’impegno di un solo cavallo con la presenza del resto del branco in libertà.

Passeggiata di Gianni e Bess: il resto del branco segue in libertà.

Passeggiata di Gianni e Bess: il resto del branco segue in libertà.

Sergio Albertin e Ibi

Sergio Albertin e Ibi

L’esigenza della socialità viene rispettata anche nel caso in cui un cavallo si allontana dal branco accompagnato dal proprio partner umano.
Il rapporto e una formazione socio-cognitiva prevedono di sviluppare nel cavallo la sicurezza in se stesso e la comprensione che il suo partner è un essere dotato di “carattere” ma che non gli farà mai del male, quindi affidabile e coraggioso. Il cavallo comprende che accettarci e condividere con noi il mondo ci porta ad essere un “insieme” che migliora le possibilità e le capacità di entrambi, quindi la nostra presenza non è solo “accettata”, ma desiderata.
Ciò porta il cavallo ad essere tranquillo e sereno mentre si allontana con il suo partner e a non esprimere stati d’ansia come chiusura in se stesso o ricerca disperata di ricongiungersi ai propri simili.
Il branco per i cavalli a sviluppo cognitivo non deve essere una necessità psico-emotiva data da insicurezza in se stessi o timore del circostante, bensì fonte di serenità e benessere.

La filosofia applicata alle relazioni tra “branco di equini e branco di umani”.

La filosofia prevede l’esistenza di un’armonia generale tra branco di umani e branco di equini e non solo l’idea di creare un rapporto univoco tra un umano e il suo cavallo di riferimento.
Per questo motivo le relazioni sono particolarmente curate e agiscono in molti sensi:

  • Ogni cavallo ha una relazione con tutti gli altri cavalli che si manifesta senza espressioni di rivalità  e aggressività , ed è quindi equilibrata e serena.

  • Tutti gli “animali umani” condividono la filosofia HorseManKind e sono seguiti da Albertin nello sviluppo dei principi della naturalità  e della neutralità, fondamentali per una relazione equilibrata e non antropocentrica.
    Ciò ci permette di riappropriarci della nostra essenza primordiale, tramite la quale è possibile esplorare nuovi orizzonti nella relazione che diventa davvero profonda, empatica e accrescitiva per uomo e animale.

  • Rapporto branco umano-branco equino

    Rapporto branco umano-branco equino

    Il branco degli umani ha una relazione con il branco degli equini. Così come ogni umano è consapevole che quando interagisce con un cavallo entrano in gioco le caratteristiche specie-specifiche e le dinamiche di branco degli equini, anche i cavalli vengono resi maggiormente consapevoli che quando interagiscono con un umano entrano in gioco le caratteristiche specie-specifiche e le dinamiche prettamente umane. Le caratteristiche tipiche di ciascuna specie vengono preservate ed evidenziate, per fare in modo che ciascuno abbia una consapevolezza sempre maggiore della fisicità, caratterialità, modo di esprimersi e modo di comunicare della specie con cui si sta relazionando.

  • Relazione uomo <-> branco cavalli

    Relazione uomo <-> branco cavalli

    Ogni umano ha una relazione con ogni cavallo del branco caratterizzata da conoscenza, confidenza e fiducia.

 

 

 

  • Relazione cavallo <-> branco umani

    Relazione cavallo <-> branco umani

    Ogni cavallo ha una relazione con ogni umano del branco caratterizzata da conoscenza, confidenza e fiducia.

 

 

 

  • Rapporto Uomo <-> Cavallo

    Rapporto Uomo <-> Cavallo

    Ogni umano ha una relazione con un solo equino (e viceversa) che comprende una profonda conoscenza reciproca, una confidenza e una fiducia totale e un’unione emotiva ed empatica.

 

 

 

La filosofia applicata alle nostre attività.
— Un rapporto esclusivo.

Tutta la nostra filosofia, come già spiegato, si basa sulla relazione tra tutti gli esseri coinvolti, umani e cavalli, e sul rapporto esclusivo che si crea nel tempo tra il cavallo e il suo partner.
A volte parlare di “filosofia” o “approccio” può essere fuorviante, in quanto può sembrare che si cerchi di sposare una scuola di pensiero solo per accettazione intellettiva.
In realtà per noi il concetto di relazione è molto profondo e particolarmente sentito, e include la libertà di scelta tra i partner in cui nessuno dei due obbliga l’altro ad approfondire il legame, ma esso nasce e si evolve quando, attimo dopo attimo, umano e cavallo scelgono di condividere la loro vita insieme.
Alla luce di tutto questo non poteva essere possibile, per noi, prestare o affittare i nostri cavalli ad altri per essere cavalcati. Come si può immaginare di “prestare” un Amico? Per noi cavalcare un cavallo ha un significato intimo, permesso solo dalla conoscenza fisica, mentale ed emozionale, dalla fiducia reciproca e dal forte legame. Un cavallo non condizionato, libero di scegliere, non gradisce la presenza di estranei sulla sua groppa, e questo noi lo rispettiamo al punto di aver rinunciato al rientro economico dato dall’affitto dei cavalli per effettuare trekking o lezioni di equitazione.

— Una “didattica interspecie”.

I nostri corsi sono appositamente studiati per essere un’esperienza di arricchimento sia per l’umano sia per il cavallo, e tengono conto delle esigenze, dei tempi e delle caratteristiche di entrambi.
I cavalli che affiancano i corsisti sono quelli del nostro Parco, quindi già educati con l’approccio HorseManKind e appartenenti allo staff che collabora con il Maestro Istruttore Sergio Albertin.
Nei corsi si creano gruppi di tre elementi: l’allievo, il cavallo e il suo partner umano dello staff; quest’ultimo farà da mediatore di contatto nei primi istanti, e da mediatore di relazione per tutto il corso.
Quali sono gli aspetti positivi della formazione di questo gruppo?

– Per l’allievo:

ha un cavallo che lo accompagnerà per tutta la durata del corso e una persona dedicata solo a lui che lo affiancherà, lo supporterà e farà da mediatore di relazione non solo tra allievo e cavallo, grazie alla profonda conoscenza del proprio partner equino, ma anche tra allievo e istruttore, aiutando l’allievo a comprendere gli argomenti più complessi.

– Per il partner del cavallo:

ogni nuova persona sarà una nuova esperienza, sia dal punto di vista umano sia per l’acquisizione di sempre maggiori conoscenze; difatti sarà formativo poter osservare le variazioni di comportamento del proprio cavallo in relazione al diverso carattere di ogni allievo, e imparare ad essere pronto e preparato a mediare ogni eventuale difficoltà dell’uno o dell’altro.

– Per il cavallo:

conoscere sempre nuovi “umani” e relazionarsi con loro senza regole predefinite e condizionamenti, attraverso quel canale comunicativo caratteristico dell’insegnamento HorseManKind, aumenterà le sue esperienze socio-cognitive, inoltre per il cavallo avere sempre al fianco il suo partner umano e condividere con lui questa esperienza aumenterà il legame, che diverrà nel tempo sempre più profondo, emotivo e indissolubile.

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