La Filosofia

HorseManKind è un percorso inteso a creare una intensa relazione tra uomo e cavallo, ed è rivolto a chi crede che il cavallo sia un essere con dignità pari alla nostra e con diritti che dobbiamo rispettare, primo tra tutti il libero arbitrio.
Il libero arbitrio è di diritto essenziale per ogni essere vivente che potendolo reclamare può così definirsi soggetto e non oggetto.” – Sergio Albertin.
La filosofia su cui si basa è fondata su principi di etica dichiarati dal fondatore (vedi Carta Etica), e propone un tipo di approccio innovativo, denominato HorseManKind Approach, di tipo cognitivo-relazionale ad indirizzo  zooantropologico.
L’affinità tra la filosofia “HorseManKind Approach” e la disciplina zooantropologica si evidenzia principalmente nel focus primario che riguarda il rapporto tra l’essere umano e le altre specie, differenziandosi nella specificità del rapporto con il cavallo.
Prosegue nel non considerare il cavallo come oggetto ma come soggetto, nello stimolare la comunicazione e l’empatia interspecie, nel considerare l’interazione tra specie diverse come stimolo alla crescita e all’evoluzione cognitiva di entrambe, nell’evitare l’antropomorfizzazione e la generalizzazione e nel considerare l’animale come compagno e non come prestatore di attività performative.
Propone quindi un percorso intenso per creare un profondo legame e un nuovo rapporto tra l’uomo e il cavallo, facendo sì che possa diventare realtà una conoscenza e una relazione interspecifica basata sul rispetto e l’equilibrio; in questo modo due esseri, diversi, saranno capaci di diventare compagni di vita nel divertimento e nelle avventure.

HorseManKind insegna come avere una intensa relazione con il proprio cavallo tramite la conoscenza della sua fisiologia, una profonda analisi delle sue caratteristiche psicoemotive e attraverso un percorso teso a riscoprire i principi e i valori di una coesistenza collaborativa, fondamentale per la nascita di un rapporto Cavallo-Uomo etico e paritario.
Per questo motivo solo dopo un intenso lavoro sulla parte “Umana” è possibile intraprendere un percorso di formazione socio-cognitiva del cavallo che si sviluppa attraverso una chiara e reciproca comunicazione di desideri, bisogni, necessità e divertimento per godere della reciproca compagnia cooperando nell’essere ciascuno il valore aggiunto del proprio partner.
Per raggiungere questo scopo abbiamo individuato e sintetizzato un graduale avvicinamento alla formazione attraverso la comprensione e l’applicazione di quattro concetti cardine:

Naturalità

Il primo passo nella ricerca di una relazione con il cavallo è la riscoperta della Naturalità. Si parla di “riscoperta” perché la naturalità già fa parte di noi, in quanto appartenenti al regno animale, ma che spesso siamo capaci di ignorare o reprimere. La nostra grande capacità di astrarre, immaginare ed elaborare pensieri che vanno oltre la realtà attuale ci ha fornito di una potenzialità enorme che sfruttiamo in tantissimi campi. Purtroppo siamo spesso così focalizzati nell’uso preponderante di questa nostra singolarità da non accorgerci che rischiamo di tralasciare alcuni aspetti della nostra natura che ci mantengono in relazione con l’ambiente e le creature che lo popolano. (continua…)

Neutralità

Con la parola neutralità abbiamo cercato di rappresentare una situazione che in natura è la norma, cioè un mondo emozionale che è strettamente legato al presente e alla realtà. Ogni animale agisce e reagisce coerentemente con quello che sta percependo, ogni sua emozione è scaturita dalla realtà che sta vivendo in quel momento e mediata dalla sua esperienza, ogni suo atteggiamento è la conseguenza diretta di quell’emozione in cui l’eventuale parte cognitiva è focalizzata sul presente. (continua…)

Reciprocità

Nell’incontro tra due esseri, sia animali che umani, la reciprocità inizialmente non esiste; ogni essere tiene conto solo delle sue esigenze e delle sue necessità, ma il frequentarsi, la coesistenza nello stesso spazio sociale porta inevitabilmente ad interagire l’uno con l’altro costruendo una relazione.
Qui nasce la reciprocità, ma dipende da noi l’indirizzo che assumerà nel tempo. (continua…)

Condivisione

Il tempo trascorso, senza fare null’altro che osservare e stare vicino al cavallo, è il miglior investimento che si possa fare per avere una solida base su cui formare un concreto rapporto uomo-cavallo.
Questi momenti permettono a noi di conoscere meglio abitudini, atteggiamenti e reazioni del cavallo, mentre per lui sono essenziali per farci diventare parte di quella realtà, conosciuta e accettata, appartenente alla sua esistenza quotidiana. (continua…)


Il nostro concetto di relazione prevede alcuni principi che noi riteniamo fondamentali:

Una Gestione Naturale.
Il cavallo deve vivere con dignità nel modo più simile possibile alla sua condizione naturale: scalzo, in branco, ospitato in grandi spazi aperti. (approfondisci…)

Il rispetto del nostro compagno cavallo.
Spesso, anche se non ce ne rendiamo conto, si desidera detenere un cavallo semplicemente per appagare il nostro ego, e ciò lo relega al rango di oggetto.
Un oggetto, o un mezzo, che deve assolvere al compito di esaudire i nostri sogni, i nostri desideri, la nostra voglia di riscatto, il nostro senso di competizione.
Il nostro pensiero è che, per rispettare il cavallo e la sua natura, dobbiamo considerarlo un compagno con cui condividere degli scopi comuni.
Dobbiamo conoscere bene noi stessi, capire cosa desideriamo dal nostro cavallo, conoscere la sua natura e le sue esigenze di specie arrivando a capire come poter convivere con lui in modo etico ed equilibrato attraverso scopi comuni che ci uniscano.

Per cercare di riassumere l’espressione del pensiero HorseManKind abbiamo preparato una Mappa Concettuale che visualizzi i concetti fondamentali su cui si basa. Se hai problemi a visualizzare la mappa concettuale clicca qui

Mappa concettuale HMK

CONDIVIDI L’ARTICOLO SUI TUOI SOCIAL NETWORK