Gli animali hanno visto modificarsi nel tempo le loro condizioni di habitat a causa delle esigenze dell’uomo, che ha sempre cercato di rendere più agevole il proprio lavoro e di soddisfare le proprie necessità a scapito del cavallo.

Ultimamente c’è stata una sensibilizzazione nei confronti degli animali e, grazie ai nuovi studi in campo etologico e veterinario, si è cercato di raggiungere “uno stato o condizione di armonia fisica e psicologica tra l’organismo e l’ambiente che lo circonda, identificabile in una buona salute e nella manifestazione di un repertorio comportamentale normale”. (Well-being, secondo Fraser in “Il comportamento del cavallo” Edagricole 1998).

Si è capito quindi che per avere condizioni di benessere il cavallo deve poter condurre uno stile di vita il più possibile simile a quello che condurrebbe in natura.

Per riprodurre questo stile di vita sono necessarie 5 condizioni:

  1. habitat – qualità e quantità del movimento (clicca qui per approfondire):
    • soddisfacimento dell’impulso istintivo di percorrere lunghe distanze e quindi di avere un benessere fisico in relazione alla circolazione sanguigna, alla muscolatura e alla motilità intestinale;
    • soddisfacimento della necessità di stendersi e rotolarsi;
    • soddisfacimento delle necessità etologiche di esplorazione per avere un benessere mentale;
    • possibilità di non stazionare sulle deiezioni e di non respirarne le esalazioni.
    • Il movimento deve essere libero e non condizionato dalle necessità umane.
  2. socialità (clicca qui per approfondire):
    possibilità di soddisfare l’esigenza etologica del vivere in branco, possibilmente stabile, e di espletare il desiderio di socialità tramite la comunicazione e le dinamiche al suo interno.
  3. barefoot – piede scalzo (clicca qui per approfondire):
    permettere un benessere fisico derivante dall’utilizzo dei piedi come pompa naturale per la circolazione, e un benessere mentale derivante dall’utilizzo della loro sensibilità tattile per avere maggiore percezione del circostante.
  4. alimentazione (clicca qui per approfondire):
    uno stile di vita il più naturale possibile richiede un’alimentazione adeguata che tenga conto del benessere fisico soprattutto in relazione al piede scalzo.
  5. termoregolazione (clicca qui per approfondire):
    permettere l’autotermoregolazione evitando di privare il cavallo del suo manto e di conseguenza di mettere delle coperte.

Queste 5 condizioni sono strettamente interconnesse e correlate tra loro, ed è sufficiente che solo una di queste venga disattesa per rendere inefficaci le altre.

Non si parla quindi di Gestione Naturale se non sono presenti tutte queste condizioni.

Una corretta Gestione Naturale, eseguita secondo i principi sopra espressi, permette quindi di agire sull’intero organismo dell’animale e sul suo benessere mentale, di fatto ottenendo il riequilibrio dei sistemi di regolazione PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia).


La naturalizzazione delle condizioni di vita del cavallo.
Comparazione.

Gestione Tradizionale

Gestione Naturale

Habitat

Box o piccolo paddock

Grandi Spazi Aperti

Socialità

Isolamento

Branco

Barefoot

Piede ferrato

Piede scalzo

Alimentazione

A orari programmati, con integrazioni di mangimi carichi.

Libera nel tempo tramite pascolo e fieno h24.
Integrazioni leggere solo se necessario.

Termoregolazione

Tosatura e coperte

Manto naturale.

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