Avena comune

L’avena

Benedetta Nesti Alimentazione

Illustrazione Avena Sativa

Avena Sativa da Wikipedia

L’avena comune (Avena sativa), conosciuta anche come biada, è una pianta della famiglia delle Poacee (o Graminacee) ed è la specie più nota del genere Avena.
L’avena è uno dei cereali contenenti più proteine (fino al 17%) e meno carboidrati (circa 60%), ed è quello che contiene più grassi in assoluto (circa il 4,5%). Se a questo aggiungiamo l’11% di fibre, otteniamo uno dei cereali con il più basso indice glicemico. Ha anche un buon contenuto di sali minerali, soprattutto calcio, magnesio, potassio, silicio e ferro, che ne fa un ottimo remineralizzante. Da segnalare anche la presenza di avenina, un alcaloide concentrato nella crusca e dotato di effetto tonificante, energetico e riequilibrante. L’avena ha inoltre proprietà diuretiche e lassative. Rappresenta, quindi, uno dei cereali con caratteristiche nutrizionali migliori per il cavallo.

Puo’ essere somministrata sotto varie forme:
• Intera: ovvero provvista di cariosside, che è il rivestimento o buccia del chicco. Questa forma è da preferirsi rispetto ad altre, in quanto mantiene inalterate tutte le caratteristiche del cereale e, grazie alla presenza della buccia, garantisce un buon apporto di fibra. Inoltre favorisce un buon consumo della tavola dentaria, grazie ai numerosi atti masticatori necessari per la processazione.
• Schiacciata: in questo caso il cereale viene schiacciato. Con questa forma si perdono alcune proprietà importanti (come l’olio che viene perso con la lavorazione). Si consiglia per cavalli con difficoltà masticatorie o con pochi denti.
• Farina: si ottiene dalla macinazione dei chicchi di avena. Questa composizione è molto deperibile (si ossida facilmente ed è più attaccabile dalle muffe) e perde molte delle sue caratteristiche nutrizionali. Somministrata sotto forma di “pastone” risulta appetibile ed utile in caso di bocche molto compromesse.

E’ vero che l’avena “scalda”? Questo è uno dei luoghi comuni più frequenti! Molte persone osservano che, con la somministrazione del cereale ai loro cavalli, questi risultano più “energici o nevrili”. E’ probabilmente dovuto al fatto che, a parità di peso con un altro cereale, ha un maggior contenuto energetico. Inoltre, molto spesso, viene somministrata anche in casi in cui non c’è bisogno di un implemento calorico. E’ sempre bene, quindi, prima di somministrare qualsiasi cereale, valutarne l’effettiva necessità. Per fare un esempio, un cavallo normopeso di circa 500 kg in moderata attività fisica, dovrebbe assumerne una quantità massima di 1,5 kg al giorno.

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Benedetta Nesti

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