Campo Erboso

L’erba, questa sconosciuta

Valentina Mauriello Alimentazione

Erba del campoL’erba rappresenta l’alimento di base dei cavalli in natura. Apparentemente non c’è niente di meglio che fornire ai nostri cavalli o asini erba in quantità e si potrebbe desumere che questa dieta sia ottimale per tutti gli equini. Nella pratica, in tema di alimentazione, esiste ancora molta confusione e poche conoscenze di quelle che sono le componenti dell’alimentazione. Si ha inoltre una scarsa conoscenza dei problemi metabolici che possono avere i nostri animali domestici e per i quali l’alimentazione rappresenta un fattore importantissimo nello sviluppo di sintomi quali l’infiammazione delle lamine del piede.

Erba è un termine generico che comprende tantissimi tipi di piante diverse tutte accomunate dal fatto di essere basse e col fusto verde. L’erba è costituita da:

a) Cellule vegetali (che contengono gli organuli necessari al metabolismo della pianta). All’interno delle cellule vegetali delle piante verdi si producono (a partire da CO2, acqua, Sali minerali e luce) gli zuccheri, i grassi e le proteine che vengono trattenuti dalla pianta e che servono per farla vivere, crescere e costruire foglie, fiori e semi. A seconda del tipo di piante e dello stadio vegetativo abbiamo diverse percentuali di questi nutrienti. Un accenno particolare meritano gli zuccheri che vengono accumulati dalla pianta come fonte energetica nei vacuoli (zuccheri e fruttani) e nei cloroplasti (amido). Tutti questi zuccheri sono detti NSC (Carboidrati Non Strutturali).

b) Le cellule vegetali sono dotate di una parete che è formata da fibre. Le fibre che costituiscono la parete delle cellule vegetali vengono per la maggior parte digerite e fermentate nell’intestino di asini e cavalli. Queste fibre sono composte da cellulosa, emicellulosa e pectine. Tutte queste sostanze sono definite SC (Carboidrati Strutturali poiché costituiscono la struttura della cellula vegetale, ossia la parete della cellula).

c) Le fibre della parete cellulare (SC) sono tenute insieme da un collante naturale che è la lignina (che rende la pianta rigida e resistente). Questa sostanza non viene fermentata né digerita ma è quella parte di fibra indigeribile che è utile a mantenere la motilità intestinale e ad evitare una troppo rapida assimilazione di zuccheri.

Quanto più la pianta è giovane, tanto maggiore è il suo valore nutritivo e l’appetibilità (poiché maggiore è il contenuto di zuccheri e sostanze che ne promuovono la crescita e che si accumulano nel fusto della piante). Negli stadi vegetativi intermedi (quando la pianta raggiunge un terzo della sua altezza massima) i nutrienti si ritrovano accumulati anche nelle foglie, fino allo stadio di piena maturità (quando la pianta produce semi che rappresentano il concentrato energetico della pianta). Con la piena maturità diminuisce l’appetibilità della pianta e la disponibilità dei principi nutritivi. I valori nutritivi più elevati del pascolo si raggiungono in linea generale in primavera e in autunno. Il momento del taglio dell’erba (se non viene utilizzata a pascolo) determina il contenuto di nutrienti del fieno.

Le erbe del pascolo potrebbero avere un contenuto di nutrienti (soprattutto in termini di zuccheri NSC e proteine) molto elevato a seconda del tipo di piante e del loro stadio vegetativo e questo, soprattutto in cavalli con problemi metabolici può essere un fattore che contribuisce all’insorgenza di laminite.

Quali sono i fattori che influenzano il contenuto di nutrienti nell’erba?

– Il tipo di piante presenti. In particolare se le piante del pascolo non sono selvatiche, ma derivano da varietà selezionate appositamente dall’uomo (altamente digeribili e pensate per sostenere le produzioni degli animali ruminanti). Si assume che le stesse erbe (utilizzate per il pascolo o la fienagione) che sono adatte ai bovini in lattazione lo siano anche per i cavalli. Delle piante che sono state seminate esistono varietà più o meno ricche. Per esempio le leguminose sono ricchissime di proteine e per questo caldamente sconsigliate come foraggio principale negli equini, assolutamente vietate in animali con disturbi metabolici. Anche all’interno della famiglia delle graminacee esistono delle variazioni, alcune specie hanno contenuti di zuccheri (NSC) maggiori di altre.

– L’ora della giornata: il contenuto di zuccheri (NSC) è minimo tra le 3 e le 10 del mattino, aumenta poi progressivamente durante il giorno fino a raggiungere il picco massimo nel pomeriggio. Per poi declinare dopo il tramonto. Il contenuto di zuccheri diminuisce poiché di notte viene utilizzato dalla pianta per il suo metabolismo (se le temperature sono ottimali).

– Fattori che stressano le piante e ne rallentano la crescita fanno accumulare una maggior quantità di NSC (basse temperature).

Soprattutto in cavalli soggetti a infiammazione laminare con episodi più o meno gravi e sintomatici è importantissima la scelta degli alimenti. Sia in termini di fieno, che di accesso al pascolo o di eventuali integrazioni. Essere a conoscenza della presenza di carboidrati NSC nell’erba, delle loro variazioni e della quantità che poi si ritrova nel fieno consente di offrire a questi animali un alimentazione corretta.

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