Lo Spazio Prossemico del Cavallo

Enrico Mezzogori La filosofia HorseManKind

Rappresentazione della prossemica di un cavallo

Ogni volta che ci avviciniamo ad un cavallo iniziamo a comunicare dal momento in cui i suoi sensi ci percepiscono. Nell’attraversare le varie zone, dalla pubblica alla intima, il cavallo porrà sempre più attenzione alla nostra presenza per capire attraverso la direzione, la velocità, l’atteggiamento, la postura e l’esperienza quali possano essere le nostre intenzioni nei suoi confronti e reagire di conseguenza. Avvicinarsi in modo diretto e palese è un messaggio chiaro per il cavallo: voglio qualcosa da te! e se non esiste una relazione o un rapporto che faccia si che il cavallo gradisca questa richiesta quasi sempre il risultato è un allontanamento. Tentare di ingannare il cavallo è molto difficile perché siamo allenati a mentire con le parole, ma spesso il nostro corpo e i nostri atteggiamenti rivelano le nostre reali intenzioni. In questo caso la Neutralità si esprime cercando di non avere uno scopo o un obbiettivo preciso nell’avvicinarsi al cavallo, ma la semplice intenzione di condividere uno spazio comune perché sia noi che il cavallo abbiamo il diritto di essere in quel luogo. Questa mentalizzazione si materializza nel nostro agire facendo in modo che il nostro percorso sia più erratico, perché non ci interessa il cavallo, ma il luogo, i nostri occhi non cercano più il cavallo e tutto il nostro atteggiamento appare simile a quello di ogni altro animale presente. Solo dopo esserci fatti accettare nello spazio sociale del cavallo possiamo cercare di entrare nella zona personale mantenendo un atteggiamento rilassato e disinteressato. Se il nostro approccio è stato sinceramente neutrale la naturale curiosità e socialità del cavallo dovrebbe permetterci di entrare nella zona personale e, successivamente, in quella intima. Il tempo necessario, e il successo o l’insuccesso di questa “accettazione” sono in stretta relazione alle esperienze positive o negative del cavallo con la specie umana e, ovviamente, a quelle vissute con noi.

Il termine è stato introdotto dall’antropologo Edward T. Hall nel 1963 per indicare lo studio dell’influenza della distanza nella comunicazione arrivando a definire 4 zone distinte:

  • Intima
  • Personale
  • Sociale
  • Pubblica

Un simpatico video (in inglese) che evidenzia il significato dello spazio personale e intimo anche nei rapporti umani.

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Enrico Mezzogori

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Consulente scientifico HorseManKind

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