Foto di Enrico e la sua cavalla a passeggio

Questa è la mia “Equitazione”

Enrico Mezzogori EquiMomenti

Quasi tutte le persone con cui mi capita di parlare casualmente del molto tempo che passo con la mia cavalla e degli anni di impegno con il branco HorseManKind rimangono un attimo sconcertate nel momento in cui scoprono che non so cavalcare e non ho mai cavalcato un cavallo. Dopo qualche attimo di silenzio e di esitazione arriva la domanda di rito: “ma se non cavalchi il tuo cavallo che cosa fai con lui?”.

Quindi

Cavallerizza in gara

È vero, da sempre il cavallo, come tanti altri animali, è stato usato alla stregua di un qualsiasi oggetto. Uno strumento di trasporto, lavoro, divertimento, alimentazione e sport anche se con il tempo ci si è abituati ad un uso prevalentemente di piacere e sportivo, con una grande cura del suo stato fisiologico, ma spesso non molto diversa dalla cura che ha un buon motociclista per la propria moto (manutenzione, benzina di qualità, orecchio per ogni rumorino sospetto, cura dell’aspetto estetico, accessori, lucidatura e anche qualche carezza con punte di orgoglio quando gli altri la osservano).

Relazionarsi con un essere vivente libero

Con la fortuna e il privilegio di poter frequentare da diversi anni un piccolo branco di cavalli mai domati o addestrati e relativamente liberi (oltre 4 ettari di terreno più laghetto e alberi) ho potuto scoprire ed avventurarmi in mondo nuovo e sorprendente: la relazione con l’Altro.
Avere di fronte cavalli liberi (tra cui la’mia’ cavalla) con la possibilità di accettarmi, ignorarmi, andarsene o attaccarmi come e quando volevano ti pone davanti alla scelta se porti su un piano superiore al loro e quindi ricorrere ad una delle forme di addestramento, condizionamento o doma, oppure offrire una relazione di rispetto reciproco.

Offrire una relazione non è difficile se si tratta l’Altro come si vorrebbe essere trattati; essere capiti e rispettati nelle proprie caratteristiche ed esigenze è la base di ogni relazione e il cavallo come animale prosociale non ha motivo per rifiutarla.
Con queste basi è iniziato un dialogo complesso, in cui l’uno ha cercato di leggere e interpretare i comportamenti dell’Altro attraverso modi di lettura e chiavi interpretative completamente diverse.

La naturale capacità del cavallo di recepire profondamente le nostre comunicazioni non verbali andando ben oltre il significato di ciò che crediamo di aver trasmesso spesso ci trova inizialmente impreparati e disorientati, ma è proprio qui che inizia il grande contributo di una vera relazione con il cavallo.

Se cerchiamo la sintonia con loro ci costringono a vivere il presente, abbandonando per un po’ le ansie e le paura del futuro, del lavoro, dei rapporti problematici con le persone. Ci richiedono sincerità e coerenza tra le nostre emozioni, intenzioni, comportamenti, atti e parole che esprimiamo.

Paesaggio con cavalli e persone sdraiati a terra.

Chiedere ad un cavallo libero e non addestrato o condizionato di camminare con te per una piccola passeggiata ti fa sentire di essere in grado di poter superare quelle barriere linguistiche, comportamentali e anche di specie che ci confinano all’interno di uno spazio esistenziale molto più piccolo del mondo che ci circonda.

La mia “Equitazione” è una esperienza di vita che mi completa e mi arricchisce di giorno in giorno, che cambia il mio rapporto con la natura, con gli animali e anche con gli esseri umani perché apre la mia mente, mi permette di sentire il tempo in modo diverso, mi porta a capire i confini e le sovrapposizioni tra la mia libertà e quella degli altri e, non ultimo, mi fa sentire un po’ più in pace con me stesso.

Non cavalco, ma faccio veramente tante cose con il mio cavallo!