Sentire e sentirsi

Gianna M. Veronesi EquiMomenti

Il ciuffo della criniera mi cade sull'occhio, ma non mi dà fastidio.

È così che la voglio perché è così che sono.

Non me la spostare.

Con un orecchio ascolto ciò che è dietro di me, con l'altro sto attento a ciò che è davanti a me.

Posso essere in due posti contemporaneamente, posso espandermi in qua e in là.

Posso capire e comprendere ciò che ho intorno.

Posso vivere e sentire.

I miei zoccoli toccano il fango.

Lo sentono così com'è: freddo e scivoloso.

Ma non mi dispiace.

Lo conosco, perché fa parte della mia natura, e so che, periodicamente, torna, come un vecchio amico.

E così sento anche il freddo.

Il vento tagliente quando soffia, l'acqua quando batte, la nebbia quando scende.

Ma so proteggermi, perché il mio pelo è più forte.

Questo sono io.

Con il mio petto forte e sporco, che mi sostiene.

Con la mia groppa e il mio dorso, le mie gambe, la mia criniera, i miei occhi e il mio naso, che sono parti di me e di nessun altro.

Non so il perché, ma non mi importa.

Mi importa solamente essere chi sono.

Nella foto: Pegaso del branco HorseManKind