Sergio e Ibi

Sergio e Ibi: l′inizio della relazione

Sergio Albertin EquiMomenti

Ibi è una puledrina di dieci mesi che ha iniziato il suo percorso di vita con noi, ma che ha mantenuto intatto il suo istinto, perché vive in un parco di quattro ettari, libera, spensierata, insieme al branco e a sua mamma Cleo.
Il mio approccio con lei è stato unicamente quello di starle vicino per farmi conoscere e per riuscirci ho “sfruttato” i suoi sensi.

Mi faccio annusare per farle scoprire e riconoscere il mio odore.
Le parlo perché in questo modo conosce la mia voce, il mio timbro vocale e le mie inflessioni.
La tocco con le mani, con le punta delle dita e con il torace, gambe, ecc… per stimolare il suo sensibile tatto e quindi farmi conoscere nella mia fisicità.
Quando lo desidera, le permetto di “assaggiarmi” con le labbra per poter conoscere anche il sapore che ha la mia pelle, il sudore e le mani “sporche” di terra o in cui il suo pelo si è mescolato con quello dei miei palmi e delle dita.
Le annuso il pelo, la criniera, perché anche “l’animale” che è in me desidera conoscere con i sensi Ibi.
Quando la tocco, anch’io percepisco la morbidezza del suo pelo, le vibrazioni della sua pelle, il calore del suo fiato, i muscoli del suo corpo e in quel momento mi sento unito a lei.
Camminiamo spesso vicini e a volte le appoggio il braccio sulla groppa per darle la sensazione di essere accompagnata, di avere qualcuno al suo fianco che la protegge.
Ibi viene spesso da me, sia al galoppo sia al passo e io l’aspetto, lì, fermo. Apro leggermente le braccia per farle comprendere che io sono lì per lei, perché la mia immobilità potrebbe confonderla, poiché noi umani siamo molto espressivi nei gesti, quindi adotto quel modo di fare che maggiormente uso e userò e in questo modo saprà sempre riconoscermi.
Mi piace guardarla muoversi nel branco e vicina alla sua mamma e spesso mi mescolo a loro senza agire in modo specifico, ma solamente restando lì e accarezzando quel cavallo che, avvicinandosi a me, mi chiede relazione.

Qualche tempo fa Ibi non si faceva toccare e scappava, come del resto facevano tutti i cavalli alla vista dell’uomo. Se qualcuno entrava nel paddock, tutti si allontanavano di corsa, perché quel bipede poco a loro piaceva.
Ora ci corrono incontro e Ibi viene da me e rimane con me, preferendomi spesso alla mamma e al branco e lo fa anche perché sa che io non le impedirei mai di correre da loro.

Parco HorseManKind, 15 febbraio 2013

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Sergio Albertin

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Presidente e fondatore della filosofia HorseManKind (per maggiori informazioni cliccami)

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