Parco HMK

Un esempio di habitat ricostruito: il Parco HorseManKind

HorseManKind Habitat

HorseManKind ha a disposizione un campo di 4 ettari dove ospita otto cavalli.
Abbiamo cercato di ricostruire, per quanto possibile, un habitat che potesse offrire ai cavalli delle condizioni che possano soddisfare le loro esigenze etologiche di movimento, socialità e alimentazione.

Le principali caratteristiche del Parco HMK sono:

  • il campo ha una forma rettangolare, ed è un pascolo con terreno sabbioso che non produce erbe ricche come erba medica o trifoglio;
  • il punto di abbeveraggio è nell’angolo in basso a destra, circondato da ghiaia (stabilizzato) per favorire l’usura naturale dello zoccolo;
  • la mangiatoia (coperta da un tetto e posizionata a pochi centimetri da terra) è nell’angolo in alto a destra; vi viene disposta una rotoballa di fieno di argine, ricco di fibre; la distanza tra acqua e fieno è di circa 250 metri; anche attorno alla mangiatoia è stato posto uno strato di ghiaia (stabilizzato) per una superficie di circa 200 mq.
  • la capannina è nell’angolo in alto a sinistra, ed è ampia 10 metri per 2; è stata disposta con l’apertura verso sud-ovest, per contrastare il freddissimo vento invernale proveniente da nord-est; all’interno è stato predisposto un letto di sabbia che prosegue anche all’esterno, per favorire il riposo in posizione coricata e il rotolamento;
  • il campo presenta, circa ogni 25 metri, una canalina di scolo larga poco meno di un metro: tali canaline sono fondamentali per il drenaggio del terreno, che rimane così asciutto anche a seguito di forti e continue piogge; inoltre i cavalli per attraversare il campo sono incentivati a saltarle; in ogni caso esiste un percorso alternativo lungo il perimetro che permette ai cavalli di raggiungere qualsiasi punto del campo senza effettuare salti, ma allungando il tragitto (la scelta è quindi tra il saltare o il camminare molto di più!);
  • tutto intorno al campo esiste un vialetto alberato e pavimentato con mattoncini in cotto, su cui i cavalli camminano molto volentieri: d’inverno perché trovano un terreno asciutto e solido, d’estate perché c’è ombra; anche questo permette ai loro zoccoli di usurarsi naturalmente, e favorisce una camminata di circa un chilometro;
  • un lato del campo costeggia un laghetto, dove i cavalli possono bere immergendo gli zoccoli; una striscia di terreno che prosegue lungo il bordo del laghetto ha degli alberi molto alti e folti che permettono riparo d’inverno e ombra d’estate;
  • infine, nell’angolo in basso a sinistra è stata allestita la club house e il magazzino dell’attrezzatura (due tensostrutture da 50 m2 di forma esagonale), e un rettangolo di 20×40 metri.

Nel corso del tempo abbiamo notato che:

  • I cavalli difficilmente cercano riparo d’inverno nella capannina; piuttosto quando piove e c’è vento molto forte si mettono nella posizione controvento tipica della specie. Cercano più riparo d’estate: all’interno nella capannina per ripararsi dagli insetti o sotto gli alberi vicino al laghetto per godere dell’ombra e dell’arietta che si rinfresca passando sopra lo specchio d’acqua;
  • Nei loro giochi e nelle loro corse sfruttano sempre tutta l’area del campo, saltando allegramente i canalini di scolo o percorrendo tutto il perimetro per farsi delle galoppate più lunghe;
  • Si sono creati un sentiero per conto loro, largo appena mezzo metro, che parte dal punto acqua e arriva alla mangiatoia. Pur essendo una traiettoria in linea retta, loro si sono inaspettatamente creati delle piccole curve che seguono piccolissimi avvallamenti del terreno (considerando che siamo in pianura!). Quando si spostano da un punto all’altro seguono con precisione millimetrica il sentiero, accodandosi in perfetta fila indiana. Noi l’abbiamo soprannominata “la transumanza acqua-fieno”!

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